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A Sherlockian moment: ovvero i miei pensieri sulla terza stagione

Non sono il tipo di persona che si mette a scrivere questo genere di cose, però ho letto tantissime recensioni e soprattutto pareri sull’argomento, che mi è sembrato il momento adatto per dire la mia.

Sicuramente sono l’ultima arrivata, non pretendo in nessun modo di mettermi a cambiare l’opinione degli altri grazie a queste quattro righe, né mi considero il tipo di persona che ha la verità in mano, il mio è un semplice tentativo per spezzare una lancia a favore della terza stagione di Sherlock, da molti criticata e bistrattata.

Dato che sto scrivendo di getto, non so fino a che punto approfondirò i due episodi finora usciti, quindi il rischio SPOILER rimane alto; magari se non si è ancora “approdati” alla terza stagione, è meglio lasciar perdere questo post, anche per poter guardare le puntate a mente aperta senza l’influenza di opinioni altrui :)

Dunque, cerchiamo di partire con ordine.

Il punto principale che ha scatenato le polemiche di metà fandom riguarda il protagonista, Sherlock, che è stato definito OOC sia in “The empty hearse” che soprattutto in “The sign of three”. Se ho ben capito, leggendo qua e là su Internet, le motivazioni di tali accuse sono il comportamento troppo “umano” del personaggio, infatti riesce a dire parole carine a Watson e a non criticare troppo chi sta intorno a lui, o meglio, riesce a tenere per sé certi commenti e pareri che nelle stagioni precedenti lo avevano fatto apparire come una persona poco simpatica. In aggiunta viene mossa la forte critica di essersi discostato a livello di caratterizzazione del personaggio dai libri di Doyle, al contrario di quello che accadeva nelle puntate prima.

Sinceramente, quando ho letto queste accuse, sono rimasta spiazzata, perché a me la trasformazione dei comportamenti di Sherlock è sembrata molto lineare; se nelle prime tre puntate, abbiamo il protagonista che non è abituato ad avere rapporti di amicizia o comunque di confidenza con altre persone, ed è quindi incapace di relazionarsi agli altri. Tuttavia con l’arrivo di John e con il trascorrere del tempo, vediamo queste sue caratteristiche alleggerirsi sempre di più, infatti non è forse lui lo stesso che in “A scandal in Belgravia” se la prende con i tipi che si introducono nel suo appartamento e fanno del male alla signora Hudson, lanciandone uno fuori dalla finestra? E non è sempre lui lo stesso che in “The Reichenbach fall” decide di fingersi morto per proteggere le persone che in un modo o nell’altro sono diventate importanti per lui, che lo ammetta o meno?  È del tutto naturale che una persona venga più o meno influenzata da chi gli è accanto, prima Sherlock si era semplicemente isolato, essenzialmente per colpa della sua intelligenza fuori dal comune e di gran lunga al di sopra della norma; con l’arrivo di John tutto cambia, si trova come costretto ad aumentare le sue relazioni interpersonali. È sì uno Sherlock più umano (anche se di strada ne ha ancora da fare), ma sempre Sherlock rimane, con annesse tutte le sfaccettature del suo carattere (vedi il suo essere “drama queen”).

Riguardo poi alla questione che lui è OOC nella terza stagione rispetto ai romanzi, non mi sembra molto corretto, anzi, a dirla proprio tutta, lo Sherlock della prima stagione è molto più scontroso e arrogante, se così si può dire,  di quello presentato da Doyle nel romanzo “Uno studio in rosso”; a questo punto tanto vale considerarlo OOC fin dall’inizio, e non solo dalle ultime due puntate.

Inoltre, presupponendo che tutto questo “percorso” del personaggio non ci sia mai stato,  vorrei ricordare che c’è stato un gap di due anni tra la seconda e la terza stagione, e questo perché Sherlock si è dovuto fingere morto; ora, un evento di tale portata non riesce a far rimanere indifferente nessuno è, senza ombra di dubbio, un momento difficile e traumatico e anche solo per questo motivo è impensabile avere lo stesso Sherlock di prima: sarebbe stato incoerente e fuori luogo. Il finale di stagione con Reichenbach ha sicuramente creato un cambio di marcia dell’intera serie: ora c’è uno Sherlock che deve fare i conti con tutto quello che è successo durante la sua assenza, che tra l’altro se si è ben intuito, è stato un periodo trascorso in completa solitudine, senza nessuno. Proprio per questo è normalissimo che lui sia più gentile nei confronti di chi gli è sempre stato vicino, e a cui si è affezionato, come è anche normalissimo che lui sia diverso.

Un altro importante punto molto discusso, è quello in cui si guarda la struttura in generale degli episodi, a parere di molti costituiti da storie poco interessanti e in cui il crimine ha ben poco spazio.

Come Moffat o Gattis (non mi ricordo chi dei due) ha voluto ricordare, questa serie televisiva non è incentrata sui crimini, quanto più sulla figura stessa del personaggio (è questo uno dei motivi per cui la serie si chiama semplicemente Sherlock) , inoltre, come già detto qui sopra, siamo sempre post-Reichenbach: è del tutto naturale a parer mio che ora si cerchi di dare spazio al rapporto Holmes-Watson; in fin dei conti non si sono visti per due anni, tantissime cose sono cambiate, loro stessi sono cambiati.

Inoltre, da quando la staticità è un bene? Da sempre, soprattutto nel mondo letterario, un elemento importante per la buona riuscita di un romanzo è la crescita, il cambiamento in positivo o in negativo del personaggio, onde evitare di rendere il tutto piatto e noioso; oltretutto in generale le persone cambiano continuamente, anche e particolarmente grazie alle situazioni che devono continuamente affrontare. Qui accade semplicemente la stessa identica cosa: non avrebbe avuto senso fare ritornare Sherlock con lo stesso carattere di due anni prima e avrebbe avuto ancora meno senso che i personaggi ritornassero a comportarsi come se niente fosse successo. In maniera più o meno evidente tutti portano delle ferite da Reichenbach che possono più o meno essere evidenti.

Infine, l’altro grande aspetto molto discusso è la più o meno presente coppia Holmes-Watson, intesa dal punto di vista romantico (dal fandom denominata Johnlock): tantissimi fan hanno proclamato la morte di questa coppia a causa dell’introduzione di Mary, moglie di John. A parte il fatto che siccome gli sceneggiatori seguono più o meno fedelmente il canone, prima o poi si sarebbe dovuto parlare di questo nuovo amore, dato che appare fin  da subito ne “Il segno dei quattro” ; oltretutto, Sherlock è un personaggio molto asessuato da questo punto di vista, e cercare anche solo di metterlo  in una relazione amorosa, avrebbe portato semplicemente allo snaturamento del personaggio, creando un immenso OOC. Io non ho nulla in contrario contro le varie ship, ma renderla canon mi sembra un tantino innaturale.

Detto questo (è venuto fuori un papiro) non ho niente da aggiungere, a parte il fatto che mi sembra che alcuni che hanno scritto dei pareri negativi lo hanno fatto semplicemente per voler andare contro a una serie che ultimamente sta avendo tantissimo successo. Al di là del fatto che piaccia o meno, secondo me rimane comunque un buonissimo prodotto, di gran lunga superiore rispetto a certe altre serie che vengono mandate in onda.

Fatemi sapere cosa ne pensate :)